Ricetta dal profumo toscano, con questi quantitativi il sapore predominante sarà quello del pecorino (e chi l'avrebbe mai detto data la mia passione per i formaggi?!).
Giocando con le dosi di porchetta e bieta potete creare equilibri diversi.
Stasera vi suggerisco un abbinamento non accademico, ovvero un calice di Scalabrone Bolgheri doc Rosato che grazie al blend di Cabernet Sauvignon, Merlot e Syrah, a mio parere può supportare la struttura di questo piatto.
Sbollentate la bieta in acqua bollente salata e successivamente, aiutandovi con una pinza da cucina, lasciate raffreddare le foglie in una ciotola con ghiaccio e acqua fredda. In questo modo preserverete il colore brillante della verdura.
Aggiungete l’acqua di cottura delle biete al vostro brodo vegetale.
Tenete da parte quattro fette di porchetta, che vi serviranno per la guarnizione, spezzettate le restanti e rosolatele in una casseruola. Aggiungete il riso e tostatelo prima di iniziare la cottura aggiungendo brodo all’occorrenza.
Togliete le foglie di beta dalla ciotola; alcune vi serviranno per l’impiattamento, le altre frullatele con un po’ di pepe e un filo d’olio.
A pochi minuti dal termine della cottura aggiungete al riso la bieta frullata.
Mantecate con il pecorino toscano di grotta, precedentemente grattugiato (o comunque tagliato a pezzetti molto piccoli).
Servite guarnendo con porchetta, le foglie di bieta ed eventualmente qualche scaglia di pecorino.
Con questi quantitativi il sapore predominante sarà quello del pecorino. Giocando con le dosi di porchetta e bieta potete creare equilibri diversi.
Rosato di struttura o rosso leggero anche amabile. Ottimi i vitigni Cabernet e Syrah.