Se devo scegliere tra il mare e la montagna difficilmente opto per la seconda opzione... ma se compare dello speck allora cambiano tutte le carte in tavola.
In abbinamento gioco facile con probabilmente quello che è il principe dei vini trentini, ovvero il TeroldegoRotaliano.
Io ho assaggiato la versione DOC di #Mezzacorona (tra l'altro con certificazione #SQNPI) dal gusto vellutato e con piacevoli e spiccate note di frutti di bosco. Guten Appetit... e buona giornatadellaterra!
Per prima cosa mettete in ammollo i funghi in acqua tiepida. La durata dell’ammollo dipenderà dalla tipologia di funghi.
Trascorso il tempo necessario scolate e strizzate i funghi, tenendo l’acqua dell’ammollo da parte, preferibilmente ripulita da eventuali residui di terra (aiutatevi con un colino a maglie strette e/o una garza).
Fate rosolare l’aglio con poco burro, aggiungete i funghi, sfumate con del vino bianco e successivamnete versate un po’ di acqua del loro ammollo, sale e pepe. Fate cuocere a fiamma viva per pochi minuti.
Togliete l’aglio e aggiungete il riso e fate una sorta di tostatura (insieme ai funghi), versando ancora dell’acqua dell’ammollo.
Proseguite la cottura aggiungendo il brodo vegetale all’occorrenza.
Tagliate lo speck il più sottile possibile e fatelo rosolare leggermente, senza aggiungere altri grassi, in un padellino.
Aggiungete lo speck e il suo grasso naturale al riso una volta che quest’ultimo sarà pronto, tenendo un poco da parte. Terminate mantecando con burro e il formaggio Mezzano Trentino grattugiato.
Servite guarnendo con lo speck rimasto e del prezzemolo tritato.
Io amo molto aggiungere anche del pepe nero macinato in fase di guarnizione.
Se preferite potete utilizzare dello speck già affettato ma il consiglio è di metterne la maggior parte a crudo in fase di mantecatura, tagliata grossolanamente. Eventualmente potete rosolare qualche fetta e utilizzarla come guarnizione croccante.
Per un sapore ancora più deciso (è più tirolese ? ) potete sostituire il prezzemolo con il dragoncello.
Vini rossi della tradizione trentina come il Teroldego Rotaliano e il Marzemino.