Pochi ingredienti ma preparazioni diverse, ecco il punto di forza di questa ricetta.
Tre versioni di porro:
Completate il tutto con un buon calice di Perla Gialla, Chardonnay in purezza by Seiterre.
E buon inizio settimana!
Tagliate la parte verde del porro e aggiungetela per la preparazione del vostro brodo di verdura (sedano, carota e cipolla).
Togliete la radice del porro e tagliate l’ortaggio a rondelle abbastanza fini ma non troppo. La parte bianca vi servirà per il condimento del risotto, quella più dura e più vicina al fogliame verde utilizzata per il brodo, per la guarnizione.
Tagliate molto finemente lo scalogno e soffriggetelo a fuoco basso con un filo d’olio EVO in un tegame insieme alle rondelle di porro più bianche. Salate, pepate e aggiungete un bicchiere d’acqua in modo da appassire il porro e renderlo morbido.
Dopo circa una quindicina di minuti prendete metà del vostro porro appassito e frullatelo con un mixer insieme al latte.
Nel tegame con il porro rimasto aggiungete il riso e fatelo leggermente tostare. Sfumate con il vino bianco. Continuate la cottura aggiungendo il brodo vegetale all’occorrenza.
Tagliate l’asiago a dadini e tenetelo da parte.
Scaldate in una padella l’olio di semi di mais e infarinate le rondelle più verdi e dure del porro.
A pochi minuti dal termine della cottura del riso friggete le rondelle infarinate, scolatele e asciugatele con della carta da cucina. Salatele leggermente.
Mantecate il riso con il burro, l’asiago e un po’ di parmigiano.
Impiattate guarnendo con il porro fritto e una macinata di pepe nero.
Ho pensato a questa ricetta per poter sfruttare al meglio tutte le parti del porro e avere meno spreco possibile.
Per maggiore praticità, quando magari il tempo a disposizione non è molto e/o se tra vostri commensali c’è qualcuno che non ama particolarmente le verdure il segreto è frullare tutto il porro molto finemente… e magari “mentire” sugli ingredienti ?
Ottimo con un calice di Bianco di Custoza, per restare a Verona o altri ottimi IGT con uvaggi Passerina, Chardonnay o Trebbiano.